Chi siamo, come lavoriamo
La nostra mission
Accompagnare ogni persona verso il modo più efficiente e meno faticoso di abitare il proprio corpo e la propria vita quotidiana.
Perché "Anemos"
In greco antico ánemos è il vento. Ci è sembrata l'immagine giusta per due ragioni.
La prima: il vento è movimento che non si vede ma si riconosce dagli effetti. È esattamente ciò che accade in riabilitazione. Non si osserva il sistema nervoso mentre si riorganizza; si osserva un bambino che finalmente sale le scale alternando i piedi, un adulto che dopo mesi dorme una notte intera.
La seconda: il vento non spinge sempre nella stessa direzione e non ha la stessa forza per tutti. Un percorso terapeutico che funziona per una persona può essere del tutto inadatto per un'altra, anche a parità di diagnosi. Il nostro lavoro è capire quale vento serve a chi abbiamo davanti.
Il nostro impegno
Ci impegniamo a tre cose che consideriamo non negoziabili.
Dire quello che vediamo. Anche quando la restituzione è difficile da ascoltare, anche quando significa dire a una famiglia che il percorso sarà lungo. L'illusione a breve termine costa sempre più della verità.
Misurare quello che facciamo. Ogni progetto ha obiettivi scritti in forma osservabile e una data di verifica. Se a quella data non ci si sta muovendo, cambiamo strategia o indirizziamo altrove.
Riconoscere i nostri limiti. Non tutto passa da qui. Sapere quando un caso richiede un neuropsichiatra, un logopedista, uno psicoterapeuta o un ortopedico fa parte della competenza clinica tanto quanto saper condurre una seduta.
I valori che guidano il lavoro
La persona prima della diagnosi
La diagnosi orienta, ma non descrive. Due bambini con la stessa etichetta hanno bisogni diversi.
Alleanza con la famiglia
I genitori non sono spettatori: sono la risorsa più continua che il bambino ha a disposizione.
Obiettivi verificabili
Scritti, condivisi, osservabili. Se non si può misurare, non si può nemmeno correggere.
Formazione continua
Le metodiche evolvono. Restare fermi su ciò che si è imparato dieci anni fa è una scelta, e non buona.
Riservatezza assoluta
I dati clinici sono trattati con misure tecniche e organizzative dedicate e accessibili solo al professionista.
Sostenibilità del percorso
Un piano terapeutico che la famiglia non riesce a sostenere non è un buon piano terapeutico.
Il centro in breve
Lo spazio
Un luogo che non somigli a un ospedale
Lo studio di Via Campanelli è pensato per abbassare la soglia di allerta di chi entra. Per un bambino questo significa una stanza che somigli a un posto dove si gioca; per un adulto, un ambiente in cui si possa parlare senza fretta.
Non è un dettaglio estetico: uno spazio che mette in allarme produce un corpo che si difende, e un corpo che si difende non impara nulla di nuovo.
Il centro è accessibile e si trova in una zona con possibilità di parcheggio, per rendere sostenibile anche la frequenza ravvicinata richiesta da alcuni protocolli.
Vieni a conoscerci
Il modo migliore per capire se siamo il posto giusto è venire a vedere.